UN ANNO DIFFICILE, MA STA RINASCENDO UN PO' DI SPERANZA
Un Annuario col panorama completo della produzione nautica
è l'unica opportunità per l'utente, neofita o
veterano che sia, per avere un'idea più precisa della
produzione nautica - barche, motori, accessori - commercializzata
nel nostro paese.
Nemmeno il Salone Nautico Internazionale di Genova riesce in
questa funzione, perché è diventato talmente grande
che uno ne esce stanco e frastornato. Se prima aveva un'idea,
continua ad averla, ma confusa.
L'Annuario della Nautica, invece, è una vera e propria
guida al mercato, perché oltretutto consente rapidi
confronti di dimensioni, motorizzazione e prezzi. Per vecchia
malattia, molti operatori sono restii a fornire i prezzi,
ragionevolmente un po' per l'inflazione che li fa lievitare, un
po' per gli aggiustamenti che il costante aumento del petrolio in
barile, trasferito immediatamente su pompe e derivati di materie
prime, costringe ad apportare.
Anche se i prezzi vanno considerati sempre orientativi,
costituiscono, però la base del giuidizio sulla
serietà di chi vende. Quando i prezzi non ci sono, nasce
sempre il sospetto che essi possano variare in funzione della
persona dell'acquirente. E questo è male, perché
ricorda qualcosa di levantino che non piace, specie nel mercato
europeo, dove il libero scambio richiede prezzi indicati e precisi
a garanzia di chi compra.
Grazie al leasing italiano e francese, oggi è più
conveniente comprare una barca nuova piuttosto che usata, e
infatti le transazioni ormai avvengono tutte con l'ausilio di
questo strumento finanziario, che consente di dilazionare la spesa
e risparmiare buona parte dell'IVA,secondo l'articolato della
normativa. E' conveniente anche perché i prezzi dell'usato,
quando la barca è valida sono alti sia per la
supervalutazione delle unità ritirate dai cantieri per il
nuovo sia per le richieste degli armatori privati, che con il
ricavato sognerebbero di passare a una nuova barca senza
sofferenze di spesa. Le due cose però non si conciliano e
si trovano sul mercato barche non usate da anni, e che quindi
costano all'armatore quantomeno per le spese del rimessaggio. Non
si vendono, ciononostante i loro prezzi non calano.
La normativa nautica, nella parte iniziale dell'Annuario, ormai
non cambia da tre anni, comunque i relativi testi sono stati
aggiornati all'attualità.
Per quanto riguarda il mercato nautico, ci sono segnali che si sta
riprendendo dopo la pausa invernale. Le prospettive indicano che
più o meno tutti i cantieri tra poco potranno iniziare a
pensare alla stagione 2009.
Col nuovo governo le furie fiscali del centro-sinistra - la
riesumazione del redditometro per i natanti e un'assurdo
ripensamento sul leasing italiano - dovrebbero rientrare, e
già quando scriviamo queste note si respira un'atmosfera
meno pessimistica che si è subito riflessa sul mercato.
A parte ogni considerazione sul difficile momento congiunturale
che falcidia le possibilità di spesa degli italiani in ogni
campo, la nautica dovrebbe, almeno è auspicabile, superare
anche questo difficile momento, nel quale, per chi ama la barca,
il vero problema è il costo dei carburanti, ormai
insopportabile per molte tasche, che limiterà l'uso della
barca per crociere verso le isole ancora più dello scorso anno.
Fortunatamente, questo sarà uno stimolo per molti per
dedicarsi alla vela, infatti il mercato segnala una leggera
ripresa del settore.
Lucio Petrone
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